OLIMPIADI AL VIA, LA PRIMA FIAMMATA È DEI PREZZI
Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 sono ormai alle porte: venerdì sera, allo stadio di San Siro, la cerimonia inaugurale, ma nella Conca Ampezzana già oggi iniziano ufficialmente le prime competizioni agonistiche, con le prime gare ufficiali di curling previste allo stadio del ghiaccio.
L’attesa sale, i due bracieri stanno per essere accesi, ma intanto c’è già una prima certezza che i giochi olimpici hanno inaugurato ufficialmente con tanto di certificazione: i rincari mostruosi nelle strutture ricettive nelle località a cinque cerchi.
Lo dice l’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori che monitorando i costi delle strutture dell’ospitalità olimpica prima dell’avvio dei giochi, e confrontandole con i prezzi nel pieno delle gare, ha rilevato differenze definite sconcertanti. Come a dire: normale che i prezzi aumentino un po’, è la legge della domanda e dell’offerta, ma ciò che si registra nelle cinque località che ospitano gli atleti va ben oltre ogni possibile dinamica di mercato.
A Cortina d’Ampezzo, per esempio. Il pernottamento per una notte e per una persona ha raggiunto picchi esagerati: nel periodo pre-olimpico una stanza in hotel arriva a costare mediamente 215 euro, un appartamento 232. Nel giro di un paio di settimane, invece, dall’accensione del braciere e nel pieno degli eventi sportivi, la stanza di hotel schizza a 677 euro medi a notte per persona, e l’appartamento a 640 euro. Incrementi del 315% nelle strutture ricettive alberghiere, e del 177% per le locazioni turistiche. Non va meglio, ovviamente, negli altri comprensori: a Livigno l’incremento medio è del +253%, in Val di Fiemme del +156%.
Un incentivo al turismo locale che rischia insomma di essere un boomerang. E non è una casualità ciò che sta avvenendo in tutta la valle del Piave in questi giorni: molti albergatori hanno messo in vendita le ultimissime camere a prezzi scontati. E molti turisti e visitatori hanno disdetto la loro prenotazione, per poi effettuarla da zero con cifre last-minute. L’ennesima dimostrazione che non solo il cliente non è sempre disposto a spendere qualunque cifra, anche per un evento unico come un’Olimpiade. Ma che il rincaro, a volte, può essere un boomerang anche per le strutture stesse.