PIÙ RECLUSI, MENO CELLE: IL SISTEMA NON FUNZIONA
Eccoli, i numeri della crisi delle carceri italiane. Sono contenuti nel rapporto 2026 di Antigone, che nel suo consueto report annuale sulla detenzione in Italia raccoglie una realtà allarmante. Nelle nostre carceri sono detenute 64.436 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti che si riducono però a soli 46.318 posti realmente disponibili: un tasso reale di sovraffollamento del 139,1%. Gli istituti non sovraffollati sono appena 22 in tutto il paese. Viceversa sono ben 73 gli istituti con un tasso di affollamento pari o superiore al 150%, mentre in otto penitenziari si supera addirittura più del doppio del previsto. Tra questi, c'è il penitenziario veronese di Montorio: il peggior carcere del Veneto, e sul podio dei più sovraffollati d'Italia, con oltre 600 detenuti reclusi e un sovraffollamento del 204%. Non se la passano meglio però il Due Palazzi di Padova, che sconta celle sovraffollate al 136%, poco meglio del 149% registrato da Santa maria Maggiore a Venezia.
Un problema che non fa che peggiorare anno dopo anno, perché con i decreti degli ultimi anni sono cresciuti sia il numero dei detenuti, che il numero dei reclusi minorenni. Solo dall'inizio dell'anno, almeno un'ottantina di detenuti si è tolta la vita nella propria cella, e le aggressioni contro la polizia penitenziaria sono salite del 12% in un anno, arrivando a quasi 2500 nell'ultimo anno: drammatico è anche il dato delle aggressioni tra reclusi: una crescita dci ben il 73%. Secondo Antigone, la Polizia Penitenziaria in primis dovrebbe chiedere un carcere più aperto. Perché le celle di oggi rimangono troppo spesso chiuse, e troppo a lungo, e questo non solo perché ci sono sempre meno spazi, ma anche perché le circolari ministeriali degli ultimi mesi hanno ridotto gli spazi di media e alta sicurezza. E questo non aiuta per nulla la sopravvivenza e la rieducazione.