DISPERSIONE SCOLASTICA DATI ALLARMANTI A VENEZIA
Nei comuni capoluogo delle 14 città metropolitane italiane un minore su dieci, circa 142mila, vive in un'area di disagio socioeconomico urbano (Adu) con tassi di povertà , disoccupazione e di dispersione e abbandono scolastico doppi rispetto alle altre zone. Il 21,7% degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado che vivono nelle aree di disagio socioeconomico di Venezia ha abbandonato la scuola o ripetuto l'anno. Il dato è significativo è quasi il triplo rispetto alla media cittadina ed è il divario più alto tra le 14 città metropolitane italiane. Lo rileva Save the Children, citando elaborazioni Istat. Nelle quattro aree di disagio socioeconomico urbano (Adu) individuate da Istat nel capoluogo veneto tra isole e Mestre e Marghera dove vive il 2,7% dei minorenni residenti in città oltre il 30% delle famiglie vive in povertà relativa, contro il 17,7% della media comunale. Molti ragazzi nella fascia tra i 15-29 anni residenti non studia e non lavora, rispetto ai coetanei del comune. I più a rischio sono gli studenti dell'ultimo anno delle medie. Save the Children lancia una petizione per l'istituzione di presidi socio-educativi nelle aree più vulnerabili delle città. L'organizzazione in Italia gestisce 27 Punti Luce, centri educativi gratuiti nei territori: a Venezia se ne trova uno a Marghera. Istituzioni e realtà terriotriali devono fare rete ma soprattutto il compito più delicato spetta ancora una volta a famiglie e scuola che devono fare di tutto per rendere partecipi e interessati i ragazzi che oggi hanno come unico riferimento i cellulari dai quali apprendono per assurdo la vita.