GENITORI A PROCESSO PER MORTE FIGLIO, GLI SVILUPPI
E' stata respinta dalla Corte d'Assise di Vicenza la richiesta di rito abbreviato per la coppia di genitori, Luigi Gianello e Martina Binotto, imputati di omicidio con dolo eventuale per aver ritardato, secondo l'accusa, le cure per il tumore di Francesco, il figlio14enne poi deceduto all'ospedale San Bortolo. Non è bastata la loro dichiarazione pubblica di pentimento. Il collegio ha disposto l'acquisizione degli atti d'indagine e l'acquisizione dei documenti della Procura dei Minori di Venezia, che aveva aperto un procedimento per la sospensione della potestà genitoriale dopo che il caso era stato segnalato ai servizi sociali del Comune quando le condizioni dell'adolescente erano già critiche. I due coniugi avevano rifiutato le cure della medicina tradizionale rivolgendosi ad un medico di Padova che avrebbe dissuaso i genitori dall'effettuare una biopsia, inducendoli a fare un trattamento con argilla e antinfiammatori seguendo il metodo Hamer e poi una sorta di "rinforzo fisico" in un centro in Toscana. Ma la situazione precipitò, e dopo una tardiva chemioterapia arrivò la morte, nel 2024. La Corte nella giornata di ieri ha poi deciso di non ascoltare i testimoni, cioè gli specialisti che avevano spinto i genitori a seguire il metodo tedesco. Saranno invece sentiti i consulenti tecnici della difesa, dell'accusa e la madre del ragazzo.