TV7 NEXT - AGGIORNAMENTO CONTO TERMICO 3.0
Ci sono strumenti che entrano nel dibattito pubblico in punta di piedi e altri che, prima ancora di partire davvero, fanno già capire di essere attesi come l’aria quando salta il riscaldamento a gennaio. Il Conto Termico 3.0 appartiene decisamente alla seconda categoria. Le richieste pervenute hanno infatti raggiunto circa 1,3 miliardi di euro, segnale evidente di un interesse molto forte da parte delle pubbliche amministrazioni e degli operatori. Non è solo una questione di numeri. È il riflesso di un bisogno concreto: rendere più efficienti gli edifici, ridurre i consumi e sostenere interventi legati alle FER, cioè alle fonti energetiche rinnovabili.
Il tema non nasce dal nulla.
Attraverso il Conto Termico, nel 2025, il GSE, il Gestore dei servizi energetici, ha incentivato circa 140 mila interventi. Gli incentivi richiesti dalla pubblica amministrazione per opere di efficienza energetica e FER termiche ammontano a circa 430 milioni di euro, con circa 4 mila edifici pubblici incentivati. Dati che mostrano come questa misura abbia già un impatto concreto sulla riqualificazione del patrimonio edilizio e sulla riduzione dei consumi. Il nuovo Conto Termico 3.0 si inserisce quindi in un percorso già avviato, ma lo fa con criteri aggiornati e con una capacità di attrazione ancora più evidente.
Un elemento importante riguarda anche la preparazione dello strumento. Sul Conto Termico 3.0 il GSE ha anticipato il lavoro organizzativo, con il rilascio del portale in anticipo di circa quattro mesi e la pubblicazione delle Regole operative con circa due mesi di anticipo rispetto alle scadenze previste. Un dettaglio che, nella pubblica amministrazione, non sia proprio folklore. Significa che dietro la misura ci sia stato uno sforzo per accelerare i tempi e mettere rapidamente a disposizione uno strumento considerato strategico.
Verifiche, plafond e riapertura del portale
La fase attuale è delicata perché il GSE ha adottato una sospensione prudenziale per compiere le attività di istruttoria e di verifica delle domande già presentate, nel rispetto dei limiti annuali di spesa previsti dal decreto ministeriale del 7 agosto 2025. In parallelo, il lavoro si concentri sulla possibile riapertura del portale del nuovo Conto Termico 3.0, che nel testo viene indicata come verosimilmente possibile il 13 aprile. Il punto, però, non sia soltanto una questione di calendario. La vera partita si giochi sulla qualità delle richieste e sul loro impatto reale sul plafond disponibile per il 2026.
Ed è proprio qui che il quadro richiede prudenza. Limitarsi a leggere il numero complessivo delle domande e concludere che le risorse siano già esaurite sarebbe una semplificazione affrettata. Serve invece entrare nel merito delle richieste, verificare quante siano davvero coerenti con i criteri previsti, quale sia il loro peso effettivo e quanto assorbimento finanziario comportino. Solo questo lavoro potrà chiarire con precisione quale spazio resti disponibile e come si potrà accompagnare la prosecuzione della misura. In sostanza, non basta guardare la fila davanti allo sportello: bisogna capire chi abbia davvero i documenti in regola.
Un interesse altissimo che sarà al centro anche del Forum duezerocinquezero di Padova
Al di là degli aspetti tecnici, un dato politico ed economico sia già emerso con chiarezza: il Conto Termico 3.0 intercetta una domanda reale. Le amministrazioni e gli operatori stanno cercando strumenti accessibili, utili e capaci di accompagnare interventi concreti di riqualificazione energetica. Il fatto che le domande siano state così numerose dimostra che la misura sia percepita come una leva credibile per migliorare l’efficienza degli edifici e sostenere una parte molto concreta della transizione energetica italiana. Non teoria, ma caldaie, impianti, consumi, scuole, uffici pubblici e patrimoni edilizi da rendere meno energivori.
Il lavoro di verifica in corso, quindi, non va letto come un blocco o come un inciampo, ma come una fase necessaria per consentire una ripartenza più solida. L’obiettivo è riaprire il portale sulla base di un’analisi concreta delle richieste ricevute, tenendo conto non soltanto del loro numero, ma della loro consistenza e del loro impatto effettivo. La linea che emerge è fatta di attenzione, ma anche di fiducia: da un lato serve controllare bene il quadro, dall’altro appare confermato che il nuovo Conto Termico sia uno degli strumenti più rilevanti per accompagnare il percorso di efficientamento energetico del Paese.
Non a caso il tema sarà approfondito anche il 23 aprile prossimo a Padova, nel convegno organizzato da Community CER in occasione del Forum duezerocinquezero. Un appuntamento che offrirà l’occasione per leggere meglio prospettive, criticità e margini di sviluppo di una misura che, ancora prima di assestarsi, abbia già mostrato una cosa molto semplice: in Italia la domanda di strumenti efficaci per la transizione energetica esista eccome. E quando una misura pubblica riesce a farsi inseguire così tanto, forse non è solo burocrazia ben confezionata. Forse è un segnale che il bisogno sia reale.
Servizio a cura di Claudia Chasen, redazione TV7.