AZIENDE SVUOTATE: DOPO ZANARELLA, ALTRI 12 INDAGATI
Sono dodici le persone accusate, dalla guardia di Finanza di Treviso, di bancarotta, frode fiscale e autoriciclaggio. Una fitta rete di imprenditori e professionisti che avevano messo in piedi un articolato disegno di fallimento pilotato di aziende in crisi, svuotate delle loro liquidità e condotte a crack e all'esposizione di notevoli somme dovute all'erario e mai versate.
L'indagine era nata un anno fa, quando a Padova era stato arrestato e posto ai domiciliari, con le accuse di truffa, bancarotta, malversazione e autoriciclaggio, l'imprenditore Flavio Zanarella, un ruolo apicale in Federcontribuenti e noto nell'ambiente come un "business angel". Attività che lui stesso aveva largamente pubblicizzato anche in interviste con le più note emittenti televisive nazionali, spacciandosi per buon samaritano e salvatore di aziende in difficoltà quando in realtà, secondo gli inquirenti, le acquisiva e le svuotava volontariamente per condurle al crack. Dopo i domiciliari, l'imprenditore da poco è tornato in libertà in attesa di processo, nel frattempo però le Fiamme Gialle trevigiane avevano condotto questo secondo filone di indagine che ha portato, oltre alle quattro persone originariamente facenti parte del "gruppo direttivo" del sistema, e accusate infatti di associazione a delinquere, anche alla denuncia di altre dodici.
Sarebbero una trentina, le aziende del nord Italia tra le province di Treviso, Venezia, Padova, Udine, Milano e Lucca, acquisite come imprese in crisi e poi pilotate al fallimento. Nella Marca, in particolare, una ditta era stata svuotata di più di 800 mila euro di liquidità con bonifici eseguiti verso altre società riconducibili allo stesso gruppo, poi reinvestiti in ulteriori partecipazioni societarie. In un altro caso avevano invece acquistato un'impresa già fortemente indebitata con il Fisco, e ne avevano estrapolato un ramo d'azienda per poco meno di tre milioni di euro attraverso un pagamento effettuato con compensazioni fittizie di crediti erariali e commerciali. La Guardia di Finanza, al termine di queste ispezioni, ha posto sotto sequestro 4,7 milioni di euro.